Silvia Atmajyoti Yoga

Yoga e meditazione per una pratica integrata nella vita

La mia storia, la mia pratica

Insegno lo yoga che pratico, e pratico lo yoga che mi sostiene nella vita reale.

Insegnare yoga, per me, non è trasmettere una tecnica.

È condividere una pratica che vivo sulla mia pelle, che mi accompagna da anni e che continua a trasformarsi con me.

Quello che propongo è lo stesso approccio che pratico:

per muovere il corpo e mantenerlo sano, forte e flessibile,

per acquietare la mente,

per vivere con più presenza, serenità e consapevolezza, dentro di me e nelle relazioni.

L'essenza

Non mi sento radici.

Forse perché in me è forte un’energia fatta di movimento, leggerezza e cambiamento.

Mi sento sottile, mutevole, curiosa, in continua evoluzione.

Ho bisogno di spazi che respirino, di pratiche che sappiano adattarsi, di contenitori che non irrigidiscano ciò che è vivo.

È da questo bisogno che nasce il mio modo di intendere lo yoga:

come una pratica che accompagna,

che ascolta,

che integra invece di forzare.

Le origini

Sono Silvia.

Sono cresciuta in un quartiere di periferia vicino alla campagna, tra rane e pastelli, alberi da scalare e quaderni da riempire.

Da bambina ero vivace e curiosa, amavo gli animali, il movimento, il gioco all’aria aperta, ma anche il disegno, lo studio, l’osservazione silenziosa.

Fin da allora ho abitato due mondi:

quello concreto e quello sottile,

il fare e il sentire,

il corpo e l’immaginazione.

La ricerca

Crescendo, il mio desiderio di indipendenza e libertà mi ha portata a scegliere un percorso di studi e un lavoro molto pragmatici.

Eppure, a un certo punto, ho iniziato a sentire che mancava qualcosa.

Non fuori, ma dentro.

Una profondità, un senso, una direzione più autentica.

La mia ricerca ha iniziato a prendere forma nei viaggi.

Viaggiavo appena potevo, spesso da sola.

Immergermi in altre culture era il mio modo di esplorare fuori ciò che stava cercando spazio dentro di me, di uscire dalla zona di comfort, di aprirmi a nuove prospettive.

Il corpo, l’energia, la dispersione

La mia mente era un turbinio di idee, per lo più bizzarre.

Imparavo molte cose in fretta e le dimenticavo altrettanto velocemente.

Non ero costante, né paziente.

Mi distraevo facilmente, mi annoiavo in fretta.

L’energia c’era, ma era dispersa.

E poi c’era il corpo, che fermo e seduto proprio non riusciva a stare.

Col tempo ho imparato ad arrangiarmi, a fare un po’ di tutto, ad adattarmi alle situazioni, a stare bene anche da sola con me stessa.

A volte, ripensandoci, mi sembra di aver vissuto mille vite.

L’incontro con lo yoga e la meditazione

Nel 2010 ho incontrato lo yoga.

E non l’ho più lasciato.

Piano piano, qualcosa ha iniziato a trovare posto.

Il corpo ha trovato libertà nel movimento consapevole.

La mente, grazie alla meditazione, ha iniziato a quietarsi.

L’energia ha smesso di disperdersi e ha iniziato a fluire con più direzione.

Per la prima volta ho sentito che corpo, mente ed energia potevano dialogare, sostenersi, integrarsi.

La formazione e l’approfondimento

Nel 2016 ho scelto di approfondire questa disciplina attraverso una formazione quadriennale per insegnanti di yoga.

Negli anni successivi ho continuato a formarmi, avvicinandomi alla filosofia e alla mitologia indiana, al sanscrito, e agli aspetti più sottili della pratica.

Non per accumulare conoscenze, ma per dare struttura e radici a qualcosa che stava già crescendo dentro di me.

Avevo bisogno di un contenitore che sostenesse la mia natura mobile, che mi aiutasse a radicarmi senza spegnere il movimento, a dare direzione senza togliere spazio alla ricerca.

Come pratico e insegno yoga oggi

Oggi insegno lo stesso yoga che pratico.

Uno yoga che mi ha aiutata — e continua ad aiutarmi — a muovere il corpo con rispetto, a mantenerlo sano, forte e flessibile, ad acquietare la mente, a vivere con più serenità.

Dentro di me e nelle relazioni con gli altri.

Non insegno una pratica perfetta.

Insegno una pratica possibile, che si adatta ai ritmi della vita reale, che non chiede costanza ferrea, che non misura il valore attraverso la performance.

Il mio ruolo non è dirti cosa fare, ma creare uno spazio sicuro e accogliente in cui tu possa ascoltarti, sperimentare, e tornare in relazione con te stessa.

Una pratica viva

La pratica non è qualcosa che ho “raggiunto”.

È un processo che continua.

Io cambio, e con me cambiano la pratica, lo sguardo, il modo di stare nella vita.

Lo yoga, per me, è diventato un compagno di viaggio.

Non una disciplina da seguire alla lettera, ma una presenza che sostiene, orienta, accompagna.

Se senti risonanza in queste parole, se desideri una pratica che non ti chieda di diventare diversa, ma di tornare a casa in te stessa,

forse possiamo camminare un tratto insieme.

Silvia Atmajyoti Yoga

Yoga e meditazione per una pratica integrata nella vita

Insegno lo yoga che pratico, e pratico lo yoga che mi sostiene nella vita reale.

La mia storia, la mia pratica

Insegnare yoga, per me, non è trasmettere una tecnica.

È condividere una pratica che vivo sulla mia pelle, che mi accompagna da anni e che continua a trasformarsi con me.

Quello che propongo è lo stesso approccio che pratico:

per muovere il corpo e mantenerlo sano, forte e flessibile,

per acquietare la mente,

per vivere con più presenza, serenità e consapevolezza, dentro di me e nelle relazioni.

L'essenza

Non mi sento radici.

Forse perché in me è forte un’energia fatta di movimento, leggerezza e cambiamento.

Mi sento sottile, mutevole, curiosa, in continua evoluzione.

Ho bisogno di spazi che respirino, di pratiche che sappiano adattarsi, di contenitori che non irrigidiscano ciò che è vivo.

È da questo bisogno che nasce il mio modo di intendere lo yoga:

come una pratica che accompagna,

che ascolta,

che integra invece di forzare.

Le origini

Sono Silvia.

Sono cresciuta in un quartiere di periferia vicino alla campagna, tra rane e pastelli, alberi da scalare e quaderni da riempire.

Da bambina ero vivace e curiosa, amavo gli animali, il movimento, il gioco all’aria aperta, ma anche il disegno, lo studio, l’osservazione silenziosa.

Fin da allora ho abitato due mondi:

quello concreto e quello sottile,

il fare e il sentire,

il corpo e l’immaginazione.

La ricerca

Crescendo, il mio desiderio di indipendenza e libertà mi ha portata a scegliere un percorso di studi e un lavoro molto pragmatici.

Eppure, a un certo punto, ho iniziato a sentire che mancava qualcosa.

Non fuori, ma dentro.

Una profondità, un senso, una direzione più autentica.

La mia ricerca ha iniziato a prendere forma nei viaggi.

Viaggiavo appena potevo, spesso da sola.

Immergermi in altre culture era il mio modo di esplorare fuori ciò che stava cercando spazio dentro di me, di uscire dalla zona di comfort, di aprirmi a nuove prospettive.

Il corpo, l’energia, la dispersione

La mia mente era un turbinio di idee, per lo più bizzarre.

Imparavo molte cose in fretta e le dimenticavo altrettanto velocemente.

Non ero costante, né paziente.

Mi distraevo facilmente, mi annoiavo in fretta.

L’energia c’era, ma era dispersa.

E poi c’era il corpo, che fermo e seduto proprio non riusciva a stare.

Col tempo ho imparato ad arrangiarmi, a fare un po’ di tutto, ad adattarmi alle situazioni, a stare bene anche da sola con me stessa.

A volte, ripensandoci, mi sembra di aver vissuto mille vite.

L’incontro con lo yoga e la meditazione

Nel 2010 ho incontrato lo yoga.

E non l’ho più lasciato.

Piano piano, qualcosa ha iniziato a trovare posto.

Il corpo ha trovato libertà nel movimento consapevole.

La mente, grazie alla meditazione, ha iniziato a quietarsi.

L’energia ha smesso di disperdersi e ha iniziato a fluire con più direzione.

Per la prima volta ho sentito che corpo, mente ed energia potevano dialogare, sostenersi, integrarsi.

La formazione e l’approfondimento

Nel 2016 ho scelto di approfondire questa disciplina attraverso una formazione quadriennale per insegnanti di yoga.

Negli anni successivi ho continuato a formarmi, avvicinandomi alla filosofia e alla mitologia indiana, al sanscrito, e agli aspetti più sottili della pratica.

Non per accumulare conoscenze, ma per dare struttura e radici a qualcosa che stava già crescendo dentro di me.

Avevo bisogno di un contenitore che sostenesse la mia natura mobile, che mi aiutasse a radicarmi senza spegnere il movimento, a dare direzione senza togliere spazio alla ricerca.

Come pratico e insegno yoga oggi

Oggi insegno lo stesso yoga che pratico.

Uno yoga che mi ha aiutata — e continua ad aiutarmi — a muovere il corpo con rispetto, a mantenerlo sano, forte e flessibile, ad acquietare la mente, a vivere con più serenità.

Dentro di me e nelle relazioni con gli altri.

Non insegno una pratica perfetta.

Insegno una pratica possibile, che si adatta ai ritmi della vita reale, che non chiede costanza ferrea, che non misura il valore attraverso la performance.

Il mio ruolo non è dirti cosa fare, ma creare uno spazio sicuro e accogliente in cui tu possa ascoltarti, sperimentare, e tornare in relazione con te stessa.

Una pratica viva

La pratica non è qualcosa che ho “raggiunto”.

È un processo che continua.

Io cambio, e con me cambiano la pratica, lo sguardo, il modo di stare nella vita.

Lo yoga, per me, è diventato un compagno di viaggio.

Non una disciplina da seguire alla lettera, ma una presenza che sostiene, orienta, accompagna.

Se senti risonanza in queste parole,

se desideri una pratica che non ti chieda di diventare diversa,

ma di tornare a casa in te stessa,

forse possiamo camminare un tratto insieme.